Aprire la partita Iva: i vantaggi del regime dei minimi forfetario

Fare impresa di Giulia Grimoldi, 3 febbraio 2017



Il regime dei minimi “forfetario” è un regime fiscale agevolato che possono adottare i soggetti già in attività e/o coloro che iniziano un’attività di lavoro autonomo o di impresa per la prima volta aprendo la partita Iva.

Si applica un’imposta del 5% per i primi 5 anni di attività e del 15% a partire dal sesto anno di attività, dopo aver dedotto i contributi previdenziali obbligatori versati (all’Inps o alla Cassa di appartenenza).

Il regime forfetario non permette né la deduzione dei costi né il riconoscimento delle deduzione e/o detrazioni. Il reddito imponibile viene determinato applicando ai compensi incassati nell’anno un coefficiente di redditività stabilito dall’Agenzia delle Entrate sulla base del tipo di attività svolta (vedi tabella allegata).

Il reddito dei contribuenti forfetari viene tassato separatamente e non si somma ad eventuali altri redditi.

 

Possono accedere al regime forfetario coloro che nell’anno precedente:

  • non hanno conseguito ricavi o compensi  superiori ad un determinato limite che dipende dall’attività svolta (da un minimo di € 25.000 ad un massimo di € 50.000);
  • non sono stati in possesso di beni strumentali per un valore superiore a € 20.000;
  • non hanno sostenuto spese per il lavoro di terzi (lavoro accessorio, lavoro dipendente, lavoro occasionale, eccetera) per un importo superiore ad € 5.000.

Non possono avvalersi del regime forfetario:giovani-01d

  • i soci di società di persone, coloro che partecipano a studi associati professionali ed i soci di società a responsabilità limitata che hanno optato per il regime della trasparenza;
  • soggetti che svolgono attività di cessioni di beni immobili, terreni edificabili e mezzi di trasporto nuovi;
  • soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati superiori ad € 30.000;
  • soggetti non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea, o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo, che assicuri un adeguato scambio di informazioni, e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto.

Il regime dei minimi forfetario non prevede una scadenza legata ad un numero di anni di attività o al raggiungimento di una particolare età anagrafica.

Il regime forfetario cessa di avere efficacia a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche uno solo dei requisiti di accesso previsti dalla legge o se si verifica una delle cause di esclusione.

 

I soggetti che si avvalgono del regime forfetario non devono applicare l’Iva sulle fatture emesse e non detraggono quella sugli acquisti. È necessario conservare e contabilizzare le fatture di vendita, mentre quelle di acquisto verranno richieste ai soli fini statistici nella compilazione del modello Unico. La gestione contabile del regime forfettario è quindi piuttosto semplice e snella.

Inoltre, i contribuenti forfetari non sono sostituti di imposta, ossia non possono ricevere fatture con l’applicazione della ritenuta d’acconto.

 

Sono dovuti i contributi previdenziali sul reddito imponibile:

  • per artigiani e commercianti 15% Inps (con riduzione del 35%);
  • per i professionisti 25% Inps gestione separata o aliquote previste dalla cassa di appartenenza.

 

 

Esempi pratici.

 

Commercio all’ingrosso e al dettaglio. Il limite dei compensi incassati è pari a € 40.000, mentre il coefficiente di redditività è pari al 40%.

Ipotizzando ricavi annui di € 40.000 le imposte da pagare saranno pari:

-primi 5 anni di attività: 40.000*40%*5%= € 800;

-dal sesto anno di attività: 40.000*40%*15%= 2.400.

 

Lavori di costruzione. Il limite dei compensi incassati è pari a € 25.000, mentre il coefficiente di redditività è pari al 86%.

Ipotizzando ricavi annui di € 25.000 le imposte da pagare saranno pari:

-primi 5 anni di attività: 25.000*86%*5%= € 1.075;

-dal sesto anno di attività: 25.000*86%*15%= 3.225.

 

Attività professionali e di servizi. Il limite dei compensi incassati è pari a € 30.000, mentre il coefficiente di redditività è pari al 78%.

Ipotizzando ricavi annui di € 30.000 le imposte da pagare saranno pari:

-primi 5 anni di attività: 30.000*78%*5%= € 1.170;

-dal sesto anno di attività: 30.000*78%*15%= 3.510.

 

Tali esempi sono a semplice scopo illustrativo, per avere dati certi è necessario esaminare nel dettaglio caso per caso.

 

Per la gestione annuale di un minimo il nostro studio propone la cifra di € 400+ Iva, per un totale annuo di € 488.

 

 

 

 

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